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Nel Centro realizzato da Sapir al porto di Ravenna gli uffici dell’impresa che guiderà la realizzazione del progetto Ravenna Port Hub.

Sapir ha stipulato con RCM costruzioni la vendita di 940 mq di uffici nel Centro Direzionale Portuale.
RCM Costruzioni, del Gruppo Rainone, è l’impresa principale del general contractor che realizzerà il Progetto Hub Portuale di Ravenna.
“Siamo davvero lieti- commenta il direttore Asset e Sviluppo di Sapir, ing. Davide Serrau- di avere condiviso con RCM, oltre naturalmente a condizioni contrattuali soddisfacenti per ambo le parti, la visione del Centro Direzionale come centro nevralgico per lo sviluppo del porto. Un luogo dove sviluppare affari godendo del miglior confort garantito da spazi, servizi, collegamenti”.
Il Centro Direzionale è sito in una posizione strategica, a pochi chilometri dall’area industriale ma anche dalla città d’arte e dal mare. È caratterizzato da una forma a corte e sviluppa una superficie utile di 12.500 mq. Ospita già le sedi di Sapir e dell’Agenzia delle Dogane, uffici di spedizioni, società di informatica e la mensa interaziendale.
Il giardino nella corte interna, concepito anche per favorire la socialità, ha accolto concerti e incontri con gli studenti.
Il Centro, realizzato con le migliori tecnologie e materiali disponibili per ottenere il massimo risparmio energetico e valori di eccellenza dal punto di vista termo-acustico e di confort interno, dispone di parcheggi auto e archivi al piano interrato, sala conferenze e sala corsi.
Tutti gli uffici sono predisposti per l’accesso ad internet su fibra ottica.
“La scelta di RCM, che ne farà la propria sede per il Nord Italia – hanno dichiarato i fratelli Eugenio ed Elio Rainone- conferma la volontà dell’Impresa di stringere un legame e radicarsi sul territorio, anche come auspicio per l’insediamento nel Centro di altri soggetti che graviteranno sul Progetto Hub”.
Questo è anche l’augurio di Sapir, che ha concepito e sviluppato il Centro come cuore pulsante del porto, dove possono trovare la collocazione ideale imprese, servizi, enti di controllo.


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I dati nel bilancio di sostenibilità 2019 che misura l’impatto sociale, ambientale ed economico delle attività del Gruppo Sapir.

Il Gruppo Sapir, principale realtà imprenditoriale del porto di Ravenna, ha pubblicato il suo primo bilancio di sostenibilità, relativo al 2019.
“Anche per le responsabilità che ci derivano dalla rilevante partecipazione pubblica- commenta il Presidente Riccardo Sabadini- le nostre scelte rispondono da sempre a principi di sostenibilità, dal punto di vista ambientale, economico e sociale.
Ci è sembrato ora il momento di riordinare i risultati del nostro impegno in un documento organico e lo abbiamo fatto con un approccio scientifico, assumendo a riferimento i principi di rendicontazione più diffusi a livello internazionale, i GRI standards”.
Nel 2019 il valore della produzione del Gruppo è stato di 60,2 milioni di euro.
L’84% di questi, pari a circa 50 milioni e mezzo, è stato distribuito agli stakeholder, in particolare a fornitori (68%), personale (20%), Pubblica Amministrazione con dividendi, imposte e canoni (7%).
Riguardo le forniture, il Gruppo si rivolge prioritariamente a realtà della regione (92,9%) e soprattutto provincia (66,5%), per creare valore nella propria comunità.
Il capitolo della responsabilità verso i clienti contiene un ampio paragrafo su innovazione e digitalizzazione dei servizi: tale responsabilità si esercita infatti anche impegnandosi a prevedere l’evoluzione del settore in modo da offrire sempre le risposte più adeguate.
Sono in corso un processo di potenziamento dell’infrastruttura IT e la progettazione di un nuovo sistema che consentirà di gestire in un’unica piattaforma tutte le attività dei terminal e, a regime, anche di interagire con i clienti e le navi.
Nella sezione dedicata alla responsabilità ambientale emerge un aspetto caratteristico del terminal Sapir: l’essere multipurpose offre la possibilità di diversificare i mercati ma allo stesso tempo determina una gestione più complessa degli impatti, in quanto ogni tipologia di merce propone problematiche specifiche. Qui viene dettagliato come, caso per caso, si siano adottate le misure più idonee per garantire il massimo rispetto dell’ambiente circostante.
Un capitolo è dedicato alla responsabilità verso i dipendenti. Sapir fu il primo terminal operator italiano a conseguire già nel 2004 la certificazione di sicurezza. Oggi i tre terminal (Sapir, TCR e Terminal Nord) sono tutti certificati ISO 14001, standard che garantisce che i siti assicurano individuazione, adozione e monitoraggio delle misure necessarie a organizzare luoghi di lavoro salubri e sicuri.
Dati interessanti sono la riduzione dell’età media del personale, l’incremento delle ore di formazione e la conferma di un tasso di infortuni particolarmente basso.
Per quanto riguarda il rapporto con la comunità, oltre alle significative erogazioni in sponsorizzazioni e contributi solidali per il sostegno ad attività sportive, culturali e sociali, viene sottolineato l’impegno a diffondere la cultura del lavoro portuale con iniziative, rivolte in primo luogo agli studenti, mirate a favorire la conoscenza del porto: nel quinquennio 2015-2019 i terminal hanno ospitato 80 visite di gruppo per circa 2500 partecipanti.
“Come è avvenuto nel campo della sicurezza e in quello della regolarità del lavoro- spiega Sabadini- la nostra società vuole ancora una volta aprire la strada ai comportamenti virtuosi di tutta la comunità portuale.
Ci auguriamo che, col tempo, l’impegno alla sostenibilità e alla sua rendicontazione porti anche benefici competitivi.
Ci sono già settori, come l’alimentare, dove sempre più la scelta del prodotto da parte del consumatore viene condizionata anche dalla conoscenza del suo ciclo produttivo; noi pensiamo che anche i servizi logistici debbano essere valutati non solo per il risultato finale ma per tutto l’iter che ha portato alla fornitura.
È un approccio che richiede una sempre più diffusa consapevolezza di come ogni impresa influenzi in vari modi il benessere della collettività di riferimento”.
Il bilancio in versione integrale è disponibile su questo sito.


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La donazione di SAPIR alla Scuola Media fornisce un supporto alla didattica ancor più essenziale in questa fase difficile.

Sapir ha fornito all’Istituto Comprensivo del Mare le strumentazioni informatiche necessarie alla Scuola secondaria di primo grado Dante Alighieri per allestire il laboratorio di informatica e dotare di PC le aule didattiche.
La nuova scuola, aperta un anno fa, accoglie due cicli completi di studio per complessivi 150 studenti e, dopo avere rappresentato per Lido Adriano un’infrastruttura attesa per il benessere della comunità, ne costituisce un’eccellenza, anche grazie a dotazioni di livello assoluto come la palestra.
Ora l’offerta scolastica si completa con un tassello essenziale, poiché l’informatica è ormai un supporto imprescindibile per il pieno svolgimento dell’attività didattica.
La fornitura comprende un monitor interattivo multitouch 75 pollici, 8 PC Notebook e 28 PC Desktop con relativi monitor.

La prof. Stefania Beccari, una delle coordinatrici di Plesso, spiega come, tanto più nell’attuale emergenza, la dotazione sia di grande sollievo: “Il protocollo anti Covid ci ha costretti ad alleggerire il numero di studenti presenti nelle varie classi, per garantire il necessario distanziamento. Alcuni di loro si spostano, a rotazione, nell’aula di informatica, ed assistono alle lezioni in modalità digitale, che ora potremo attuare con la massima funzionalità. Sarà poi un’opportunità per i ragazzi per acquisire dimestichezza con la strumentazione informatica, che si sta rivelando sempre più indispensabile anche in ambito scolastico.”

“Abbiamo accolto volentieri la richiesta della dirigente dell’Istituto del Mare, prof.ssa Giovanna Providenti- spiega il presidente di Sapir, Riccardo Sabadini. Il nostro Gruppo affianca in varie modalità il mondo dell’istruzione, con visite guidate al porto, attività di alternanza scuola-lavoro, interventi in aula.
Questa volta ci è stato richiesto un supporto materiale e non ci siamo tirati indietro, tanto più che l’Istituto del Mare è sempre stato tra i più partecipi a iniziative come “Porto Lab” e “Portolascuola”, organizzate, anche col supporto del nostro Gruppo, per diffondere tra gli studenti la conoscenza del porto. Ci piacerebbe che questo intervento fornisse stimolo ai ragazzi di Lido Adriano per prendere consapevolezza dell’importanza del porto che, nelle svariate professioni che vi trovano spazio, potrebbe anche costituire fra qualche anno, per alcuni di loro, uno sbocco occupazionale”.


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